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> Markets > UCG: Weekly Analysis - December 2011, the 3rd (Close: Dec. the 2nd)

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Nautilus
Analisi Settimanale - Chiusura di Venerdì, 02 Dec. 2011 (Last @ 0,7930 €)



QUANDO SI VA A CACCIA, SAREBBE BUONA NORMA CONOSCERE IL TERRITORIO...
... SE POSSIBILE A MEMORIA!




NB Tutti i grafici di lungo periodo sono su scala semi-log



Si dovrebbe innanzitutto partire dall'assioma che:

«Se un titolo è perdente, nel lungo periodo, potrà anche dare alcune soddisfazioni di breve, ma sempre soffrendo».

E Unicredit (UCG) non può sottrarsi a questa logica
Basterà osservare il Chart 1 per comprenderlo.
Le uniche due "Aree di Guadagno" sul titolo in questione sono quei due rettangolini (A e B) spersi tra la fine degli Anni Ottanta e l'inizio di quelli Novanta.

CHI HA IN POSIZIONE QUESTO TITOLO, COMPRATO AL DI FUORI DI QUELLE DUE AREE, A OGGI È PERDENTE!

Vi è poi il caso dell'area C, dove però le posizioni - tra sconfinamenti e passaggi sopra e sotto la Last Line (ultima chiusura) - si equilibrano tra una sommaria e quanto sottile parità.
Dunque le aree di vero guadagno si limitano alla A e alla B che, insieme, rappresentano uno scarso 10% del tempo (riferito al periodo qui tracciato), ovvero gli ultimi 25 anni circa di storia del titolo.

Inevitabilmente dunque, su tutte le eventuali risalite, la bilancia sarà decisamente a favore dalla parte di chi vende e di chi dunque farà "lettera" sul titolo.
Ecco già dunque una (pur parziale) spiegazione del:
«Perchè il titolo tenda comunque a sottoperformare il mercato o altri finanziari».


Talmente lontani (dall'oggi) poi sono i periodi A e B che non ha quasi senso andare a verificare le dinamiche volumetriche.

Perché se in quei due mini-rettangoli fosse stato scambiato il 90% degli scambi totali avvenuti sul titolo, le cose muterebbero completamente, ma non è evidentemente così.
Altri volumi, altri scambi dominavano le dinamiche di Piazza Affari e il primo periodo (A) cade ancora addirittura nella "borsa gridata" e il secondo (B) proprio a cavallo con l'introduzione del telematico.

◄ Il grafico qui a fianco dovrebbe essere abbastanza chiarificatore del tutto, sebbene prima del 1993 manchi addirittura la rilevazione degli scambi, ma, da quell'epoca e fino al 2001-2002 (neppure 300.000 pezzi a settimana ), si è passati agli oltre 3.000.000 di titoli scambiati in tante settimane, fino al 1.320.000 circa di questa settimana (invero pochini).



E fino al 2009-2010, la "Area di Caccia" poteva ben essere quella compresa nel grosso box (Chart 2 sottoriprodotto), disegnato all’incirca tra 1,20 e 2,60 €, ma appunto, dopo il gran rimbalzo del 2009, è divenuto anch’esso "territorio acquitrinoso", a causa della grande distribuzione (ellisse ombreggiata) che vi è stata poi sul titolo, in quell'area prezzi.





Analizzando dal puro punto di vista dei prezzi, due sono le grosse criticità emerse da un'analisi approfondita sul titolo.
La stessa analisi è poi andata cert’anche oltre le mere osservazioni – comunque importantissime per esplorare il nostro "terreno di caccia" – esposte sinora.

L'ausilio delle Fibonacci Waves permette così di identificare questi due punti critici che sono entrambi in prossimità di "forti aree attrattive" (ellissi), ora divenuti massimi superati e poi quasi subito perduti (Chart 3 a fianco).                 ►
Le due ellissi li evidenziano, nei punti che attraversano le varie "proiezioni puntuali ascendenti".

D’altra parte, un fallito segnale d’acquisto, è il miglior segnale di vendita e tutto ciò’ tornerà assai utile nella disamina attuale, quando al prodursi di un forte segnale di sell, s’è prodotto un counter-trend, per il vero ancora flebile ma che ha posto un primo tassello importante: la negazione di un forte segnale di sell... il che non è poco!



E quando si investe su un titolo - soprattutto in un momento così particolare (ma non cambierebbe neppure molto, anche se il momento fosse diverso!) - tutto ciò che ora si è veduto deve essere conosciuto in anticipo!



Ma veniamo a un'analisi di più breve periodo appunto

Il fatto che tutto quanto sopra si sia sviluppato a cavallo di quella lunghissima trendline (per il valore che peraltro può avere), avvalora comunque il falso segnale, ovvero il break negato del livello di 0,7125 € che è stato in ogni caso "avvertito" (lo si esaminerà in Chart 4, appena sottoriprodotto), considerate le tre candele seguenti che, prima della materializzazione del rimbalzo, avevano davvero cozzato contro quel livello e materializzandosi sempre in body molto minuti, quando sarebbe stato ben atteso un long black body.

E dopo il recupero di 0,7125 €, è seguita anche la weekly close effettivamente superiore alla fascia 0,7640/7680.

Questa osservazione, congiunta ad altre, potrebbe essere foriera di positività sul titolo UCG che poi dovrebbe anche sfruttare la fase di rimbalzo in atto sui mercati.



CONDIZIONI:

  1)       Lunedì probabilmente (e anche forse martedì) assisteremo a un veloce “rientro” dei mercati – utile a convincere gli scettici che sia stato l’ennesimo fuoco di paglia – e in questa fase sarà allora fondamentale la tenuta in chiusura giornaliera di 0,7480€ (e Fase 1), 0,7480 che tra l’altro transita alla stessa altezza dove passa quella lunghissima major "ascending" trendline (e lo ascending è volutamente virgolettato, vistane l’inclinazione), ma, se già tenesse gli 0,78 €, questa sì che sarebbe davvero una prova di rinnovata e ritrovata forza (di breve, ovviamente);

  2)       In seguito dovrà assolutamente prodursi l’attacco ai recenti massimi, con contestuale passaggio (sempre in chiusura) di 0,8205 € (Fase 2, punto x e già successivo dunque a quello 0,8050 della scorsa settimana);
qui vi sarà anche un time set-up importante in coincidenza con le sedute del 9 e 10 Dicembre, dunque in chiusura di ottava.

  3)        Quel percorso che ho tracciato a mano non è fondamentale che avvenga in quell’esatta maniera, ma dovrà in ogni caso essere propedeutico a un superamento successivo e ancora più importante: quello di 0,9090 € (che potrebbe anche essere superato, ma sarà importante mantenersi sopra lo stesso per le primissime sedute del nuovo anno), che resterebbe dunque anche il primo vero (ragionevole) obiettivo di quest’azione reattiva, fermo restando che la situazione di medio periodo cambierebbe davvero, soltanto sopra la fascia 1,1690-1,1990 €, come del resto già si diceva un mese e mezzo fa e, ancor più ribadendo la preganza di quest'area, intorno allo 1,2000 (o poco sotto), come già il Chart 2 (di più lungo periodo), in buona sostanza, evidenziava già.

In conclusione:

- Possibilità di tenere 0,7480€:                90% (non avvennisse, sarà fortissima indicazione bearish)
- Possibilità di superare 0,8205€:             80%
- Possibilità di raggiungere 0,9090€:        75%
- Possibilità di superare 0,9090€:             60%

Pavia, 3rd Dec. 2011